Giorgia la mamma manager

Giorgia decise che quel giorno avrebbe controllato personalmente lo stato dei lavori. Antonio, suo socio e marito, era comunque troppo indaffarato per andare fino in centro ad accertarsi che tutti gli operai avessero preso servizio.  

Nei primi tempi dirigere un’azienda di manutenzione aree verdi non sembrava un’impresa così gravosa; ora provava fastidio ogni qualvolta una nuova commessa si andava ad aggiungere alla già enorme mole di lavori. Bisognava controllare tutti i giorni la presenza dei dipendenti nelle aree di lavoro, l’efficienza degli interventi e, soprattutto, che i furgoni e le attrezzature tornassero in sede. No, non era semplice gestire tutte quelle incombenze lavorative e trovare anche il tempo per stare un po’ a casa con la sua famiglia.

Era una splendida mattina anche quella – “Da trascorrere magari con i bambini al parco, non con gli operai tra le aiuole” – pensava Giorgia distorcendo il volto in una smorfia dirigendosi ai giardini comunali dove i suoi dipendenti stavano lavorando.

O almeno così credeva…

Era in auto sulla strada principale quando, ferma al semaforo, si voltò verso le vetrine e i negozi ai lati della carreggiata. Li per lì non riuscì a mettere bene a fuoco la scena, ancora immersa nei suoi pensieri, poi qualcosa scattò nello stesso istante in cui il semaforo dava il verde. Gli automobilisti dietro di lei cominciarono subito a suonare insistentemente il clacson e Giorgia fu costretta a proseguire.

Ma aveva visto quanto bastava a farla infuriare

Nel bar all’angolo della strada c’era un drappello di uomini che ridevano a gran voce e, tra loro, aveva scorto alcuni dei suoi collaboratori. Erano loro, senza alcun ombra di dubbio, avrebbe riconosciuto le divise della sua azienda tra centinaia, le aveva scelte personalmente. Spinse il piede sull’acceleratore – “Al diavolo le multe” – urlò mentre come una furia si dirigeva verso il parco. E in pochi minuti era lì, sul luogo dell’intervento concordato con il cliente, lei sola e nessun operaio.

Le lacrime cominciarono a scendere copiose, la frustrazione e la stanchezza accumulata in tutti i mesi di lavoro… esplose in un pianto quasi isterico. – “Perché, perché?”-  si domandava con la voce rotta dal pianto, poi sentì le voci degli operai che si avvicinavano dalla strada, si ricompose e tornò a passi svelti verso la macchina – “Qui urge una soluzione” – proferì sbattendo la portiera.

Arrivata a casa si mise subito al computer – “Dovrà pur esserci una soluzione per tenere d’occhio questi lavativi” – e, mentre scorreva i post di Facebook, un link catturò il suo sguardo: “Controllare i dipendenti è un compito spiacevole e noioso?” – “Altroché!” – pensò Giorgia – e, con un mezzo sorriso, si collegò al sito di Winit.

Quel che successo dopo è facile da immaginare.

La vita di Giorgia e di suo marito Antonio subì un piacevole rallentamento, potevano trascorrere molto più tempo insieme e con i loro bambini, perché al controllo dei dipendenti ci pensava la tecnologia RFID di Winit. E i furgoni? Controllati e localizzati attraverso un avanzato sistema GPS, facilmente verificabile anche dal computer di casa!

Ogni dipendente ottimizzò il suo lavoro incrementando la produttività e, di conseguenza, quell’anno aumentò anche il fatturato totale dell’azienda.

Il lieto fine di una favola? Le soluzioni Winit.

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