Appena sveglio – dopo un profondo sonno senza sogni – ho allungato la mano per prendere il cellulare accanto al letto e immediatamente il display si è affollato di centinaia di notifiche. Sono rimasto immobile in silenzio a fissare il soffitto, finché non è entrata in camera Giulia, mia moglie: “Amore stai ancora male?”

Difficile dire con esattezza come mi sento, non ho certo l’influenza, forse nell’ultimo periodo ho esagerato con il lavoro. “Ho solo un po’ di mal di testa” – rispondo a mezza voce – “Rimani a casa allora?” – “No, oggi devo controllare il nuovo cantiere” – e mi dirigo svelto verso la cucina, evitando altre domande. Mentre preparo la moka do un’altra occhiata al cellulare, le notifiche continuano ad aumentare, devo fare in fretta e raggiungere al più presto il capo cantiere, i lavori sembrano quasi non procedere senza la mia costante presenza.

Forse Giulia ha ragione, penso sempre e solo al lavoro. Anche adesso, mentre verso il caffè nella tazzina, sto organizzando i miei impegni per la giornata: andare in amministrazione per prendere l’elenco degli operai, passare dal fornitore e controllare se tutto il materiale richiesto è stato consegnato e infine, controllare la presenza dei dipendenti al cantiere.  

“La tua fronte si è trasformata in un’unica grossa ruga” – ridacchia mia moglie mentre si infila la giacca – “Io vado in ufficio, prendi qualcosa per quel mal di testa ma soprattutto smettila di rimuginare”. Chiude la porta alle sue spalle e mi lascia solo in casa con i miei pensieri.

“Devo sbrigarmi” – e, preso un sorso di caffè, mi faccio una doccia e torno in camera a cambiarmi. “Dopo questa lentissima partenza” – ho sentenziato allo specchio – “oggi dovrò dare il massimo, dovrò diventare un vero eroe, anzi un supereroe dei cantieri!”. Ma appena un secondo dopo aver pronunciato queste parole, sento suonare il cellulare.

“Arrivo, arrivo!” – sono rientrato trafelato in cucina – “Pronto? Ah sei tu, sei già in ufficio… che succede?” – “Amore tu non ci crederai mai, anzi mi darai anche della sciocca adesso ma credimi, ho trovato la medicina giusta per te… si chiama Winit!”.

Ho sollevato le palpebre, facendo un lungo sospiro: “Giulietta amore mio, io non ho tempo da perdere a…” – ma lei senza pietà mi incalza alzando la voce – “Ci vediamo qui tra trenta minuti, riunione straordinaria del CdA, non te ne pentirai!”. Non provo nemmeno a ribattere e, prese le ultime cose, ho messo in moto l’auto e mi sono diretto al luogo dell’appuntamento concordato, non bisogna mai far aspettare una donna, soprattutto se è tua moglie (e il tuo socio!)
La giornata del nostro eroe dei cantieri è partita male ma come finirà? Lo scoprirete nel nostro prossimo articolo.  

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