Assenteisti: cosa dice la legge?

Oltre tremila dipendenti italiani da quando si è iniziato a parlare di “furbetti del cartellino” hanno dovuto fare i conti con la legge promossa dal Ministro uscente della Pubblica amministrazione denominata “Legge Madia”.

Il fenomeno ha messo a dura prova non solo i dipendenti coinvolti nella pubblica amministrazione ed aziende private, ma anche i dirigenti. Controlli sempre più severi per coloro che scelgono di entrare nella propria azienda, timbrare il cartellino ed abbandonare il posto di lavoro.

La scelta di non adempiere ai doveri di lavoratore può costare molto cara, difatti il decreto prevede il licenziamento immediato del soggetto. Entro un mese il dipendente colto in fragranza può considerarsi disoccupato ed entro 48 ore sospeso. Dopodiché verrà sottoposto ad una procedura che avrà come extrema ratio l’abbandono dell’azienda.

Misure severe non solo per i dipendenti, ma anche per i datori: chiunque sappia che un proprio dipendente salta il lavoro e non lo segnala, esonerandosi dall’avviare la pratica di licenziamento, può essere soggetto a ripercussioni amministrative. Se è vero che la legge non perdona, è anche vero però che il direttore amministrativo può scegliere di mutare il licenziamento in sospensione, la quale può variare da qualche giorno fino a 6 mesi. Il tutto può avvenire solo nel momento in cui si creino le condizioni adatte.

I dati sono preoccupanti: nel 2017 sono state licenziate 324 persone, quasi una al giorno, e sono stati sospesi 1.167 dipendenti. Nelle aziende pubbliche il fenomeno è maggiore rispetto a quelle private. Inoltre, la legge riprende anche il modello anglosassone whistleblowing: chiunque venga a conoscenza di fenomeni illeciti all’interno della propria azienda, che essa sia appartenente alla PA o privata, segnalandolo al responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente o all’Autorità nazionale anticorruzione, all’autorità giudiziaria ordinaria o contabile, non potrà essere soggetto a sanzioni, demansionato o licenziato.

In sintesi, il comportamento di buon lavoratore viene premiato con l’esonero da qualsiasi misura disciplinare nei suoi confronti, a seguito della segnalazione del soggetto incriminato.

La soluzione per un lavoro onesto è la rilevazione presenze Winit

I marcatempo Winit sono la soluzione ideale per il controllo dipendenti, in particolare della loro buona condotta. Sentendo parlare sempre più spesso sui giornali di assenteisti, la soluzione giusta è cercare di preservare la propria attività da fenomeni del genere evitando spiacevoli casi.

Grazie ad un sistema tecnologicamente avanzato non sarà difficile tenere sotto controllo il lavoro e la condotta dei propri dipendenti. I sistemi Winit permettono di registrare l’orario d’entrata e d’uscita avvicinando il badge al dispositivo marcatempo. Esistono anche marcatempo portatili che, grazie al sistema ricevitore GPS e trasmettitore GPRS interni, permettono di monitorare gli spostamenti dei dipendenti che si muovono sul territorio. I modelli più avanzati dispongono anche di display OLED e di tecnologia RFID, utilizzabili sia in giro, grazie alla batteria caricabile al litio, sia in sede fissa.

Il sistema più innovativo è Clockapp, l’app che si attiva dal proprio smartphone e che con l’utilizzo di microfono, videocamera e GPS permette al datore di lavoro di tenere sotto controllo l’operato dei propri lavoratori, accertandosi che timbrino entrate e uscite.
Tutti i dispositivi rispettano la Legge sulla Privacy per tutelare i dati personali del dipendente, ma garantiscono anche il conferimento di sanzioni qualora il soggetto non rispettasse la regolare timbratura del cartellino lavorativo ed il suo fattivo esercizio.

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