I rifiuti: un problema del mondo moderno

Ogni giorno nel mondo vengono prodotte tonnellate di rifiuti e, in gran parte dei paesi del mondo, si effettua la raccolta differenziata per riciclare tanti materiali che possono avere una seconda vita. E i rifiuti che non possono essere riciclati?

Per quelli si dovrebbe ricorrere ai termovalorizzatori, ma non tutti i paesi ne sono dotati o comunque ne possiedono in numero insufficiente, per cui ecco che le discariche sono tutt’oggi stracolme in molte parti del mondo, Italia compresa.

Un viaggio in Europa: come trattano i rifiuti gli altri paesi?

Ogni paese ha scelto un suo modo per risolvere il problema “rifiuti”, ma non sempre i risultati sono soddisfacenti. I più bravi, quanto meno per quel che riguarda il decoro urbano, sono i finlandesi: in terra finnica non succederà mai di vedere per strada dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Gli scandinavi, che affidano la raccolta esclusivamente a privati, effettuano un’ottima differenziata, ma secchi e bidoncini vari vengono tenuti in un ambiente apposito delle abitazioni, le cui chiavi vengono fornite anche agli operatori che si occupano della raccolta.

Bottiglie in vetro o plastica e contenitori in alluminio vengono invece rimborsati se conferiti ad apposite macchinette tritarifiuti. Il metodo dei “vuoti a rendere” funziona anche in Germania, mentre in Irlanda si pagano i sacchi che vengono distribuiti da chi si occupa della raccolta. Forse il merito di città più pulita spetta però ad Amsterdam dove, oltre alla differenziata, sono presenti ben 12 termovalorizzatori che producono energia per fornire elettricità a migliaia di edifici.

La differenziata al di fuori dell’Europa

Gli americani hanno la poco invidiabile posizione di primi produttori al mondo di rifiuti, tuttavia sono abbastanza bravi anche a smaltirli. A New York, ad esempio, pur di diminuire la quantità di rifiuti, è legale vendere per pochi centesimi vuoti riciclabili di plastica, vetro e alluminio.

Se invece passiamo in Africa, i termovalorizzatori sono inesistenti, così come la differenziazione: Lagos, la capitale nigeriana, vanta una discarica dove lavorano ben 5.000 persone.

La situazione non è certamente migliore in Asia dove, quando non si sa più che farne dei rifiuti, li si butta in mare: pare che in Indonesia siano dei veri campioni in questa attività. Prendendo invece in esame il Giappone, si scopre che nel Paese del Sol Levante i termovalorizzatori vanno per la maggiore e Tokyo ne conta 48.

La differenziata in Italia

Il nostro paese vede due situazioni agli antipodi: al nord e fino alla Toscana la raccolta differenziata raggiunge percentuali record, mentre sia nella capitale, sia al sud, le percentuali si abbassano moltissimo.

Eppure, ci sarebbe il modo per stimolare i cittadini a separare i rifiuti: basterebbe seguire il metodo adottato a Treviso e in alcuni altri centri della provincia. Si tratta di una soluzione quanto mai semplice, ma decisamente efficiente: ognuno paga per la quantità di rifiuti indifferenziati che produce. A Treviso hanno adottato un sistema che opera il conteggio degli svuotamenti. Ovviamente i bidoncini sono personali e gli operatori, al momento della raccolta, non devono far altro che “leggere” il codice attribuito a ogni utente. La tariffa viene poi calcolata sulla base della quantità di immondizia raccolta durante l’anno.

Meno rifiuti, minore importo Tari da pagare!

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