Gli evidenti passi avanti compiuti nel mondo scientifico e tecnologico hanno permesso alle imprese di avvalersi di speciali strumenti per il controllo dei dipendenti, utili per incrementare la produttività e tirare fuori da ogni impiegato il meglio di sé.

Di anno in anno queste tecnologie innalzano il livello delle proprie funzionalità, andando ad indagare in modo sempre più efficace sul comportamento dei soggetti che si trovano a lavorare anche fuori della propria sede aziendale.

Ecco perciò che si pone un problema: fino a che punto questi macchinari possono spingersi? Quali sono le informazioni che un datore di lavoro può legittimamente raccogliere in base all’attuale normativa sulla privacy in riferimento alla riforma Jobs Act?

Controllo dipendenti e verifica delle performance lavorative

Da qualche tempo ormai tantissime aziende hanno sostituito i classici badge per la rilevazione presenze con delle tecnologie in grado di monitorare spostamenti, ingressi e uscite dei propri impiegati.

Tutto ciò ovviamente è un pieno diritto del datore di lavoro e serve a contrastare eventuali frodi o l’esecuzione di pratiche vietate durante le ore lavorative, ma il confine tra monitoraggio delle attività e un vero e proprio pedinamento è molto sottile.

Alla base di tutto c’è il diritto del dipendente alla propria privacy, che deve essere tutelata dall’autorità competente e mai sconfinare in una forma di controllo restrittiva.

Chi decide di avvalersi di questo genere di tecnologie per la propria azienda deve innanzitutto rivolgersi a consulenti esperti e preparati, che sappiano indicare quale sia la strada da seguire al fine di tutelare i lavoratori, l’imprenditore e l’azienda stessa. Questi devono ovviamente conoscere le leggi attualmente vigenti, devono essere aggiornati sulle novità e devono avere accesso agli ultimi avvisi rilasciati dal Garante per la Privacy.

In merito al controllo a distanza ad esempio, secondo quanto stabilito dal Jobs Act, è possibile installare telecamere e altre strumentazioni affini solo dopo aver ottenuto dal Ministero del Lavoro o dalla Direzione Territoriale del lavoro un consenso ufficiale, oppure in seguito alla stipula di un contratto con i sindacati.

La presenza di dispositivi di videosorveglianza o l’utilizzo di sistemi di posizionamento deve essere sempre comunicato agli impiegati e tutte queste iniziative devono essere avviate solo al fine di migliorare gli aspetti produttivo e organizzativo dell’impresa.

Winit e i sistemi di controllo e di rilevazione presenze

Che si tratti di un’impresa di pulizie, di una ditta di assistenza a domicilio, di scuole, imprese edili, società di raccolta rifiuti, ditte di consegne, lavori interinali o quant’altro, noi di Winit siamo specializzati nella messa a punto di sistemi di rilevamento presenze adatti a qualsiasi professione o luogo di lavoro.

I nostri lettori RFID, tecnologia utilizzata da noi per primi in Europa, consentono alle risorse umane di monitorare le attività dei propri collaboratori e dei dipendenti, così da poter gestire al meglio ogni progetto.

Grazie ai nostri dispositivi è possibile ridurre notevolmente i costi, andando a ottimizzare le tempistiche e quindi ogni fase produttiva. Lo stesso lavoratore appare più libero di organizzare le proprie energie, non avendo più l’obbligo di recarsi fino in azienda per avviare il proprio turno, ma potendolo fare anche a chilometri di distanza premendo semplicemente un pulsante.

I marcatempo Winit sono convenienti, semplici da utilizzare e soprattutto affidabili, consentono infatti di gestire ogni flusso di lavoro in modo ponderato e di scegliere tra molteplici configurazioni, in base alla specifica attività svolta.

Queste tecnologie riescono ad adattarsi in toto alle esigenze dell’azienda, riuscendo a gestire sia i dipendenti che lavorano in sede sia quelli che operano a distanza, grazie al comodo sistema GPS integrato.

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