Cosa prevede la normativa italiana sugli orari di lavoro

È il Codice Civile, con gli articoli dal 2107 al 2109, assieme al D.lgs. 66/2003, a stabilire le regole in materia di orario di lavoro. Ad ogni modo è lasciata ai CCNL la possibilità di stabilire orari differenti, anche se questi ultimi devono prevedere esclusivamente una eventuale riduzione. Questo significa che al numero massimo di ore settimanali non viene data la possibilità di superare le 40 ore (48 tenendo conto degli straordinari) stabilite dalle normative suddette.

Nel tempo, invece, ha perso valore il limite massimo giornaliero di 8 ore. Al lavoratore è tuttora riconosciuto il diritto di beneficiare di 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore di lavoro. La consecutività non è riconosciuta per le attività che prevedono un lavoro frazionato nell’arco della giornata (incluso il telelavoro), e per quei lavori in cui sia in vigore il regime di reperibilità.

In assenza di indicazioni da parte dei contratti collettivi, dipendente e datore di lavoro sono liberi di prendere accordi tra loro sulle ore di straordinario, purché nel limite di 250 ore annue. Ogni 7 giorni di lavoro deve essere riconosciuto un periodo di riposo, abitualmente la domenica, di 24 ore consecutive. Per quanto concerne le pause, nel caso in cui le ore di lavoro giornaliero siano superiori a 6, spetta al dipendente un intervallo in base alle indicazioni del CCNL in merito alle modalità.

Sono almeno 4, infine, le settimane di ferie annuali retribuite. Sono sempre i contratti collettivi a poter stabilire condizioni più favorevoli al lavoratore.

Come semplificare le operazioni di rilevazione delle presenze

Da quanto scritto finora emerge chiaramente come quello dell’orario di lavoro sia un argomento piuttosto sfaccettato e, come tale, risulti complesso per qualunque azienda si trovi a gestire un numero non indifferente di dipendenti. Avere a disposizione strumenti efficienti di rilevazione delle presenze è fondamentale per poter delineare chiaramente, per ciascun lavoratore, la situazione delle ore di straordinario, ferie e permessi.

Un sistema digitale abbinato all’utilizzo di badge, ad esempio, garantisce dati veritieri, facilitando il controllo dei dipendenti a tutto vantaggio della trasparenza. I collaboratori, oltre a poter agire con maggiore autonomia, sono in grado di riscontrare più velocemente eventuali anomalie. Le aziende si avvalgono così di una modalità “interattiva” di gestione delle presenze. Il risultato è un libro presenze più facile da compilare.

I software moderni: quali sono le tecnologie più utili

Diffusa, nei moderni software per la rilevazione delle entrate e uscite dei dipendenti, è la geolocalizzazione. Tale elemento, abbinato a un sistema di timbratura virtuale, rende più semplice per i lavoratori che operano fuori sede fornire traccia dei propri spostamenti.

Uno smartphone è sufficiente, in questi casi, per informare l’azienda in tempo reale. Perché uno strumento per il controllo dipendenti possa definirsi efficace, deve integrarsi con semplicità al software paghe di un’azienda. La funzione principale, infatti, è quella di trasmettere i dati da utilizzare per l’elaborazione dei singoli cedolini. T

ra le aziende impegnate da anni nella progettazione e commercializzazione di sistemi per il controllo di chi lavora in azienda, è Winit ad essersi ritagliata un ruolo da protagonista. L’impiego di tecnologie innovative, quali GPS e RFID, affiancate da una App mobile, rendono i marcatempo Winit gli strumenti ideali per automatizzare le procedure di rilevazione, riducendo i possibili errori.

[Voti: 0   Media: 0/5]