Controllo dei dipendenti: i problemi legati all’orario dei camionisti

I camionisti sono dipendenti che lavorano perennemente fuori sede e il loro orario deve seguire una disciplina ben precisa, per garantire la massima sicurezza durante la conduzione del mezzo. Troppe ore al volante possono causare carenza di attenzione, ma anche colpi di sonno, per cui è assolutamente necessario rispettare le regole per evitare sia il prodursi di sinistri, sia l’incorrere in pesanti sanzioni da parte delle Forze dell’Ordine.

Proprio perché si tratta di dipendenti che svolgono le loro mansioni al di fuori dell’azienda, per il datore di lavoro non è semplice assicurarsi che vengano sempre rispettate le norme previste per quel che riguarda l’orario. Tuttavia, prima di occuparci delle problematiche relative al controllo delle presenze sul mezzo, è bene rivedere velocemente quanto stabilisce la legge riguardo gli orari di guida degli autisti professionisti.

Gli orari di guida dei professionisti del volante

Il regolamento dell’Unione Europea (n. 561 del 2006) stabilisce che giornalmente gli autotrasportatori non devono superare le 9 ore di guida. Per 2 giorni alla settimana il limite può essere portato a 10 ore, ricordando però che le ore di guida settimanali non devono mai superare le 56 e che, nell’ambito di 2 settimane lavorative, le ore totali devono essere al massimo 90.

Un’attenzione particolare meritano poi le pause di 45 minuti che sono previste dopo 4 ore e mezzo. Infatti non vige l’obbligo di effettuarle interamente in un’unica soluzione, possono anche essere spezzettate in due tranche da 15 e 30 minuti, purché vengano effettuate entro le 4 ore e mezzo. Per le aziende i cui dipendenti siano impegnati in lunghe trasferte, occorre prendere poi in considerazione anche la normativa che riguarda i riposi settimanali.

Essi infatti non possono essere trascorsi a bordo del mezzo, a meno che non si tratti di un riposo ridotto, a patto però di due condizioni ben precise. Occorre che l’autista si trovi in trasferta ed è necessario che il mezzo sia predisposto in modo da permettere il riposo dei conducenti.

Come controllare il lavoro dei camionisti?

Se normalmente in azienda è sufficiente dotarsi di un timbratore di cartellini per la rilevazione delle presenze dei lavoratori, è chiaro che un dispositivo di questo genere non è assolutamente adatto per gli autisti. Il datore di lavoro, infatti, non solo deve accertarsi delle effettive ore di lavoro svolte e del rispetto delle normative per quel che riguarda le pause, ma deve anche poter conoscere in ogni momento dove si trovano i suoi dipendenti e i suoi automezzi.

Quello che ci vuole è un dispositivo marcatempo dotato anche di GPS.

Che tipo di dispositivo scegliere?

Poiché i camionisti sono lavoratori fuori sede, occorrono dei dispositivi portatili che possano essere collocati senza problemi sugli automezzi e che siano di facile utilizzo. Perfetti, dunque quelli che richiedono semplicemente l’avvicinamento del badge per registrare gli orari di inizio, pausa e termine del lavoro.

I modelli più indicati sono quelli dotati di ricevitore e trasmettitore GPS per sapere in ogni momento dove si trovano gli automezzi. Le novità nel campo della rilevazione delle presenze però non finiscono qui perché, con ClockApp, è addirittura possibile trasformare gli smartphone degli autisti in veri e propri marcatempo: una soluzione davvero ideale.

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