Parlare di Tag RFID significa fare riferimento a dispositivi che racchiudono informazioni riferite a un determinato oggetto, oppure a un contenitore adibito al trasporto. Il mercato propone tag di dimensioni diverse: alcuni sono talmente piccoli da non superare, come misura, la capocchia di un fiammifero. L’aspetto più interessante è la possibilità di personalizzare gli identificatori a seconda delle esigenze.

Negli ultimi tempi questi dispositivi si sono diffusi tra le aziende per la rilevazione delle presenze dei lavoratori. E proprio grazie ai Tag RFID le aziende hanno a disposizione uno strumento efficace per verificare ciò che esce e rientra in azienda (sia mezzi che persone): una tecnologia al servizio del controllo dipendenti.

Cosa si intende per Tag attivi?

Con questo termine sono definiti quei dispositivi in grado di assicurare la trasmissione a lunga distanza, con una portata compresa tra i 20 e i 100 metri. Vengono comunemente suddivisi in due sottocategorie denominate, rispettivamente, attivabili e temporizzati. I primi si attivano in modo automatico al ricevimento di un segnale proveniente da un lettore. Dopo aver provveduto ad inviare i dati si disattivano, sempre in modo automatico. È nei Telepass che le loro caratteristiche (in primis l’attivazione solo su richiesta) riescono a esprimersi al meglio. Al giungere di un veicolo nei pressi del casello è un’apposita antenna a inviare il segnale che consentirà l’identificazione. Il fatto di non rimanere costantemente attivi, come invece accade per i tag passivi, si traduce in un risparmio di energia e, di conseguenza, in una durata maggiore della batteria.

Per quanto concerne gli RFID temporizzati, questi non attendono l’invio di un segnale per entrare in azione, attivandosi a intervalli predefiniti; è possibile programmare l’attivazione a intervalli regolari, o fissarla trascorse diverse ore. Trovano ampio impiego nei sistemi di localizzazione, ossia in quei casi in cui è necessario stabilire come un oggetto si muova nel tempo. Il segnale, negli RFID temporizzati, non viene captato da un’unica antenna, ma da almeno 3 antenne.

Differenze tra Tag Passivi e Attivi

Rispetto a quelli attivi, gli RFID passivi non presentano alcuna trasmittente, non adottano un sistema di alimentazione e hanno un raggio d’azione che si esaurisce nell’arco di 10 metri. La struttura è formata da un microchip collegato a un’antenna di piccole dimensioni. La praticità è uno dei punti di forza dei tag passivi, ed è anche per questo che hanno trovato il loro ambito ideale nei badge per la rilevazione presenze. Sono decisamente meno costosi degli attivi e non necessitano di particolare manutenzione. Due caratteristiche che ne hanno favorito la diffusione nella grande distribuzione.

Per quanto concerne le modalità di funzionamento, è un piccolo condensatore ad accumulare energia e, in seguito, a rilasciarla, permettendo la trasmissione dei dati da parte dell’antenna. Per completezza, occorre indicare come in commercio sia possibile trovare anche tag semi-passivi, modelli “ibridi” che fanno ricorso a una batteria per il funzionamento del circuito integrato e dell’alimentazione del lettore RFID per la comunicazione.

Tra le aziende italiane attive nella realizzazione di dispositivi per la rilevazione presenze ci siamo noi di Winit, pionieri in Europa nell’adottare la tecnologia RFID. I nostri dispositivi si distinguono in quanto intuitivi, pratici ed estremamente affidabili nel raccogliere dati sugli spostamenti di dipendenti e mezzi.

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