In base a recenti stime, con ogni probabilità la crescita media delle retribuzioni nel nostro Paese si attesterà, per l’anno 2021, su una percentuale di poco superiore al 2%. Tale valore risulta inferiore non solo all’incremento registrato lo scorso anno (in cui raggiunse il 2.4%), ma anche alle stime per il 2021 fatte in precedenza. Uno scenario che non deve sorprendere, in quanto legato agli effetti della Pandemia.

Non a caso, la maggior parte degli Stati dell’Europa occidentale si trova a fare i conti con il medesimo problema. Diversa è la situazione nei Paesi di Medio ed Estremo Oriente. Cina e India, ad esempio, prevedono una crescita pari, rispettivamente, al 5,4% e al 6,4%.
È interessante anche evidenziare come il lockdown e la successiva ripartenza si siano manifestati in modo differente tra i diversi settori, portando una disparità a livello salariale.

È il settore automobilistico quello che sembra aver risentito maggiormente della crisi: e questo porta a stimare una ripresa dei salari non superiore all’1,7%. Di poco superiori, ma ancora sotto al 2%, sono gli aumenti attesi per il reparto chimico, per quello dei beni di largo consumo e per il retail. Meglio potrebbe far registrare il mondo dei servizi finanziari, con stipendi in crescita del 2,1%. Ancora più ottimistiche sono le previsioni nei confronti di hi-tech, energia, farmaceutico, media e utility, con percentuali che potrebbero toccare il 2,5%.

Manager e dirigenti: come cambiano i compensi

È vero che, da diversi anni, i compensi di manager e dirigenti sono attribuiti prendendo in considerazione un modello di incentivazione variabile, legato a premi e a risultati conseguiti. Ma è altrettanto vero che il budget spettante potrebbe essere parzialmente “eroso”, nel post-Pandemia, al fine di trovare le risorse finanziare da impiegare per pagare quei lavoratori avulsi dalla ristretta cerchia del management.

Smart working: una via per un futuro di successo?

Un altro aspetto che merita un approfondimento è lo smart working. Inutile girarci intorno: è innegabile come molte aziende si siano viste costrette, per non chiudere, a operare importanti investimenti in questa direzione.
Visti i risultati ottenuti, molte realtà, soprattutto di grandi dimensioni, sembrano intenzionate a continuare su questa strada anche ad emergenza finita. In tal caso sarà necessario procedere a una riorganizzazione degli spazi, ad una riorganizzazione del lavoro e della rilevazione presenza.

Rilevazione presenze in smart working: le soluzioni Winit

Parlando di smart working non può essere tralasciato un ulteriore fattore, ossia il controllo dipendenti che lavorano da casa. Un problema non di poco conto, per cui è fondamentale trovare una soluzione.
In questo ambito un’opzione ottimale è quella fornita da Winit con i suoi marcatempo portatili. Di cosa si tratta? Di piccoli strumenti in grado di rilevare le presenze di chi svolge le mansioni lontano dal luogo di lavoro. Accessori che si caratterizzano per la semplicità d’utilizzo, l’efficacia del sistema di trasmissione dei dati (con trasmettitore GPRS) e per la presenza di batterie al litio di lunga durata.
Altrettando efficace è ClockApp, applicazione di Winit che non rende più necessario l’utilizzo del badge, proponendosi come alternativa al marcatempo. Per impiegarla è sufficiente avere a disposizione uno smartphone. Oltre a rilevare l’orario di inizio e fine dei lavori permette di preimpostare, o di personalizzare, una serie di attività.

Published On: 9 Marzo 2021 / Categories: Rilevazione Presenze /

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