Il salto tecnologico a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è qualcosa di impressionante: oggi è possibile accedere con grande facilità a qualsiasi tipo d’informazione, ed è altrettanto semplice raccogliere dati di varia natura su chi ci circonda. Si tratta di un cambiamento epocale, che naturalmente porta con sé numerosi interrogativi dal punto di vista etico, anche per i comuni cittadini. Un ambito sempre più coinvolto in questo silenzioso dibattito è quello lavorativo: oggi, gli imprenditori hanno a disposizione migliaia di strumenti per monitorare i propri dipendenti sul luogo di lavoro, registrandone ingressi e uscite, e non solo.

C’è però da chiedersi: questo tipo di monitoraggio è davvero indispensabile, o potrebbe essere evitato abbattendo i costi ed eliminando alla radice qualsiasi controversia riguardo la liceità dell’operato di chi controlla? In questo articolo cercheremo di scoprirlo, con particolare riguardo al tema della rilevazione delle presenze in azienda.

Controllo e Rilevazione delle presenze dei dipendenti

Il fine ultimo di qualsiasi impresa economica? Naturalmente, essere profittevole, e migliorare le proprie performance professionali nel tempo. Il cuore dell’azienda è costituito dai suoi lavoratori: ed esercitare, entro certi limiti, un controllo su di essi, è praticamente indispensabile. I sistemi di controllo delle presenze dei dipendenti aiutano l’imprenditore a monitorare la produttività aziendale, e a mettere un freno a fenomeni purtroppo sempre più diffusi, come l’assenteismo. Tali sistemi informatici possono aiutare a individuare eventuali ritardi nella produttività o sprechi di risorse di altro genere, permettendo all’imprenditore una rapida correzione.

I sistemi di monitoraggio dei dipendenti sono assolutamente fondamentali in contesti professionali in cui la presenza fisica del lavoratore è indispensabile. Parliamo, ad esempio, di catene produttive, fabbriche, alcuni tipi di uffici. Tuttavia, in altri contesti professionali la presenza fisica del dipendente sul luogo di lavoro può non essere direttamente correlata alla sua produttività.

I casi in cui produttività e controllo presenze non sono correlati

Negli ultimi anni sempre più aziende innovative – se non intere Nazioni – stanno provando ad approcciarsi in maniera radicalmente diversa al concetto di lavoro. Da un lato, abbiamo dipendenti “costretti” ad essere fisicamente presenti sul luogo di lavoro, per azionare o monitorare i macchinari o per svolgere altre funzioni di persona.

Dall’altro, abbiamo intere schiere di lavoratori che potrebbero tranquillamente svolgere le proprie funzioni anche al di fuori delle sedi di lavoro tradizionali. Parliamo dei professionisti della creatività e della pubblicità, ma anche degli sviluppatori, e di molte altre figure professionali di nuova generazione.

Nelle aziende più all’avanguardia della Silicon Valley – Google, Apple e non solo – da anni si sperimenta l’eliminazione degli orari di lavoro intesi in senso tradizionale. Professionisti di profilo medio alto lavorano per obiettivi: l’importante non è lavorare un determinato numero di ore, ma il raggiungere un determinato traguardo entro una certa data. Gli orari di lavoro, in questi contesti, non hanno alcun significato: il dipendente verrà pagato unicamente per il raggiungimento dell’obiettivo. Se per raggiungere tale traguardo avrà impiegato 8 o 80 ore di lavoro… Non ci sarà alcun tipo di aumento o diminuzione della paga.

Alcuni Paesi stanno, invece, sperimentando orari di lavoro flessibili e ridotti per alcune categorie di dipendenti. Secondo alcuni studi, una diminuzione delle classiche 8 ore a 6 renderebbe i lavoratori complessivamente più produttivi. Il merito va a un livello di felicità complessivamente superiore, perché il lavoratore può gestire meglio il difficile connubio tra professione e vita privata.

La risposta è sì! Il controllo dell’orario dei dipendenti è indispensabile

Come abbiamo visto, in alcuni limitati ambiti il controllo orario dei dipendenti può essere eliminato, o quantomeno ridimensionato. Si tratta, però, di settori molto specifici, e in alcuni casi di pura sperimentazione scientifica. L’assenza di un controllo dell’orario ha anche dei notevoli lati negativi: basti pensare agli (ormai conosciutissimi) orari di lavoro massacranti a cui si sottopongono alcuni professionisti della Silicon Valley. Infatti, l’assenza di controllo può determinare non solo lassismo da parte del lavoratore, ma anche un eccesso di carico che, a lungo andare, si rivela molto dannoso per la produttività.

Insomma: il controllo orario dei dipendenti, in praticamente tutti gli ambiti lavorativi, è assolutamente indispensabile sia per garantirne la produttività, che per redistribuire, se necessario, i carichi di lavoro, e soprattutto tutelare il lavoratore. Dal 2019 la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il monitoraggio orario è obbligatorio, e a ragione, perché ne beneficiano anche i lavoratori. Infatti, senza un accurato controllo degli ingressi e delle uscite, sarebbe impossibile conteggiare gli straordinari con precisione, o calcolare il monte orario mensile.

Rilevazione Presenze dei Dipendenti ecco le migliori tecnologie

I sistemi di rilevazione degli ingressi e delle presenze dei dipendenti sono ormai comodissimi sia per i lavoratori che per gli addetti al monitoraggio, e molto semplici da usare. Winit propone un’ampia gamma di soluzioni, dai marcatempo portatili alle soluzioni con tecnologia RFID, fino alle App per il rilevamento delle presenze tramite smartphone, ideali in ambienti ostici come i cantieri. Tutti i sistemi di rilevazione presenze Winit aiuteranno a monitorare la puntualità dei lavoratori, e a determinare altri parametri come produttività o straordinari dovuti, pur senza invadere la privacy dell’individuo. Si tratta di soluzioni che permettono una migliore gestione dell’impresa, perfino in mobilità.

Published On: 3 Novembre 2021 / Categories: Rilevazione Presenze /

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